“Storia di un professionista del mondo del Fitness, che nonostante il suo lavoro ha pochissimo tempo per allenarsi”

di | Ottobre 17, 2016

toto-peppino-e-la-malafemmina-con-il-ghisaCaro Amico,

presta attenzione a questa storia perché ti riguarda più di quanto immagini.

Correva l’anno 2007, la mia giornata tipo era: sveglia con calma verso le 9.00, lavoro in palestra verso le 10.00, alle 12 mi allenavo, 13.30 pappa a casa di Mammà (dove Vivevo), riposino, e poi…di nuovo, lavoro e, per finire, uscita in moto serale con amici o fidanzata (adesso mia moglie). Insomma, una vitaccia!

Proprio quell’estate, io e la mia fidanzata, eravamo in vacanza sulla costiera Sorrentina.

Uno scenario meraviglioso, un luogo fantastico e, non avendo ancora figli, un senso di libertà assoluto. L’unico nostro scopo in quella vacanza era soddisfare ogni nostro desiderio. La mattina sveglia, colazione e, poi, subito alla scoperta delle meravigliose calette della costiera, pranzi e cenette in riva al mare, passeggiate serali sul corso di Sorrento. Un Paradiso.

Un bel giorno, decidiamo di andare ad Amalfi. Eravamo beatamente sdraiati in spiaggia, quando il mio telefono squilla:

IO: Pronto?

LUI: Sono….del……Fitness Center di Milano piazza Duomo,  ti chiamo perché ci interessa molto il tuo profilo.

IO: Sono lusingato della proposta, conosco il prestigio del vostro centro e so che mi state dando una grossa opportunità, ma io qui ho un bel lavoro, ho in progetto l’apertura di un mio centro e venire a lavorare a Milano per me significa trasferirmi e allontanarmi dalla mia famiglia.

LUI: Ok Gianluca, riflettici, dormici su e mi fai sapere.

IO: Quanto tempo ho per darti una risposta?

LUI:  Entro domani sera devo saperlo, visto che siamo ad agosto e ho bisogno di te massimo entro il 10 settembre.

IO: OK, entro domani pomeriggio ti faccio sapere.

 

Chiudo la telefonata e rimango molto tempo a fissare il mare inebetito. In quel momento, è come se il mondo intorno a me si fosse fermato, non sentivo neanche più il vociare dei bambini sulla spiaggia.

Spiego la situazione alla mia ragazza che rimane anche lei in silenzio a riflettere.

La proposta era molto interessante: andare a lavorare in uno dei centri fitness più prestigiosi d’Italia,  frequentato soprattutto da industriali e professionisti di altissimo livello.

Andare a lavorare in piazza Duomo a Milano, in un ambiente così chic, con la possibilità di avere un confronto continuo con professionisti del mio settore e, per di più di altissimo livello, era un’occasione irripetibile.

Di contro, se avessi accettato avrei dovuto lasciare il mio lavoro, rimandare il progetto di apertura di un centro tutto mio e cosa peggiore allontanarmi di 800 km dalla mia famiglia e dalla mia fidanzata.

 

Allora Gianluca cosa hai deciso?

Alla fine, amico mio, dopo una notte insonne e la benedizione della mia ragazza e dei miei genitori, decido di imbarcarmi in questa nuova ed entusiasmante avventura.

Quella telefonata, per me, ha rappresentato un bivio fondamentale: ero stato chiamato a scegliere tra la mia vita già soddisfacente e, al contempo, tranquilla, vicino ai miei cari, ed una vita nuova, eccitante ma piena di punti interrogativi.

Come mai hai fatto questa scelta?

Bella domanda, sicuramente come ti ho detto, la mia vita mi piaceva, ma ho sempre avuto qualcosa in me che mi spingeva verso l’esterno.

Un sentimento di irrequietezza che, mi ha portato negli anni precedenti, ad allontanarmi da casa per esperienze in altre città.

Anche se ero apparentemente soddisfatto, era ancora troppo presto per fermarmi, ero ancora troppo giovane e pazzo per pensare che quella realtà piccola e provinciale potesse essere per me una soluzione definitiva.

Neanche il tempo di organizzarmi e salutare la mia famiglia che, tra le lacrime di mia mamma e la mia ragazza (manco fossi partito per l’Afghanistan), mi ritrovai catapultato a Milano…

Il primo impatto non è stato dei più entusiasmanti, prima della partenza avevo chiamato un mio caro amico a Milano che mi aveva procurato un appartamento in Viale Monza…

Arrivo in quello che è stato il mio primo alloggio nella grande città: un bilocale piccolo, vecchio e sporco in uno squallidissimo palazzo degli anni 70.

Ricordo ancora la prima volta che sono entrato: ho appoggiato la valigia sul divano e quest’ultimo, vittima del peso del bagaglio, si è vendicato, sprigionando un nuvolone di polvere che probabilmente era lì dagli anni 80…

Insomma un incubo che mi ricordava molto le ambientazioni di Quentin Tarantino…

Fortunatamente, quello era un alloggio provvisorio, infatti, dopo un mesetto nel “tugurio”,  decisi di trasferirmi in un appartamento decente.

Il lavoro, invece, andava alla grande. Certo, i ritmi erano incessanti, ma l’ambiente professionale era molto stimolante.

Tutti i giorni, sveglia all’alba, avendo come clienti persone super impegnate, si allenavano principalmente di mattina prestissimo, a pausa pranzo o di sera tardi.

Spesso, erano costretti ad interrompere l’ora di allenamento a metà, per improvvise chiamate di lavoro.

I mesi passavano e le giornate lavorative incalzavano sempre di più, tanto da indurmi a lavorare anche di domenica. I momenti di svago erano sempre più rari ed era sempre più difficile trovare il tempo per allenarmi…

In quei mesi, ho avuto l’opportunità di conoscere tra i miei clienti persone molto importanti e influenti, tanto che, un bel giorno, un mio cliente mi parlò di un progetto.

Era proprietario di un hotel di lusso a Lugano in Svizzera, con annessa palestra, e mi voleva tra i suoi collaboratori all’interno del centro fitness.

Accettai senza pensarci, era un altro treno da prendere al volo e, in quel caso, erano tutti pro e niente contro…

Inizio l’avventura a Lugano: allenavo professionisti di alto livello, specialmente legati al mondo della finanza, gente che alle 3 del mattino era davanti al PC per controllare l’apertura delle borse estere…

E la mia attenzione continuava a soffermarsi su un aspetto, ormai, ricorrente: la difficoltà, per queste persone, di allenarsi per un’ora o più…

Insomma, i problemi di continuità dei miei clienti a Milano si ripresentavano di nuovo in terra Elvetica:

·        Lezioni interrotte a metà per improvvise emergenze

·        Lezioni cancellate all’ultimo momento

·        Difficoltà a seguire il programma alimentare durante i continui viaggi di lavoro

·        E per finire… la moglie che li reclamava nei pochi momenti di  libertà

Insomma, un vero inferno ottenere risultati con questi presupposti…

Inoltre, anche io, mi ero completamente dedicato al lavoro e notavo che anche per me, ormai, era sempre più complicato allenarmi.

Come potevo risolvere questo problema?

 

Come potevo allenare i miei clienti e me stesso, senza perdere troppo tempo e ottenendo comunque il risultato che desideravano?

Mi fermo a pensare e analizzare le azioni che doveva compiere un mio cliente tipo per venire ad allenarsi:

·        Prepararsi il cambio (accappatoi, tuta, scarpette,…ecc)

·        Scendere da casa/ufficio

·        Salire in macchina

·        Arrivare in palestra

·        Parcheggiare

·        Entrare in palestra

·        Cambiarsi

·        Finalmente…e solo a questo punto…Allenarsi!

·        Doccia

·        Vestirsi

·        Ritorno a casa/lavoro

 

Facendomi due calcoli veloci e, considerando che l’allenamento classico dura 60/75 minuti, il tempo impiegato a compiere tutte queste azioni è di quasi 3 ore. 3 preziosissime ore!

L’impegno di tempo era davvero eccessivo…

 

“Come si deve allenare una persona per ottenere risultati eccezionali anche se ha pochissimo tempo libero a disposizione?”

 

 

Mi fermo a pensare e riprendo i materiali che ho studiato negli anni. Tra questi c’erano molti allenamenti dedicati agli atleti di potenza…

 

L’allenamento di un atleta di potenza è, in linea generale, breve e molto intenso.

 

La cosa interessante di quegli allenamenti era il fattore TEMPO… il maledetto tempo che mancava ai miei clienti! Forse, riadattando quel lavoro a loro potevo risolvere il problema…

 

Inizio subito a studiare e fare test su di me e il mio team. Intendiamoci, non uso le persone come cavie…

 

Allenamento più intenso, tempi ridottissimi, solo 20 minuti, 2 volte a settimana…Dopo 3 mesi i risultati erano ottimi: io stesso, che ero abituato a lunghe sessioni di allenamento, mi sentivo addirittura meglio.

 

Questo speciale sistema di allenamento, mi  consentiva tramite l’alternanza di fasi di alta intensità a fasi di bassa intensità, allenamenti più brevi e intensi con tempi di recupero più lunghi…

 

Una delle fasi più importanti dell’allenamento, insieme all’alimentazione, è proprio il “Recupero”.

 

Tradotto risultati migliori con meno impegno in termini di tempo…

 

Ho subito proposto il programma ai miei clienti con risultati eccezionali…

 

Riuscivano, senza alcuna difficoltà, ad essere molto più costanti e ad ottenere risultati eccezionali.

 

In 4/6 settimane, perdite di peso dai 4 ai 6 kg…

 

Risultati impensabili da ottenere, in una palestra non specializzata sull’allenamento breve, studiato sull’esigenza dei professionisti.

Da lì, ho creato il primo sistema di allenamento persone super impegnati, che non hanno più di 1 ora a settimana da dedicare alla cura del proprio corpo, ma vogliono comunque avere un aspetto giovane ed atletico.

 

Il nome del sistema?

Fasttraining in forma in 20 minuti

 

Se hai la motivazione giusta e vuoi cambiare  il tuo aspetto, con un impegno di 20 minuti, 3 volte a settimana, Fast Training è il sistema che fa per te…

Quindi se hai poco tempo e vuoi allenarti, non rinunciando alla forma fisica, manda una mail a info@fasttraining.it con scritto programma Fast Training e sarai ricontattato presto…

Oppure chiama il 3294506360

 

Ti saluto

Gianluca Martucci

 

 

Un pensiero su ““Storia di un professionista del mondo del Fitness, che nonostante il suo lavoro ha pochissimo tempo per allenarsi”

  1. chiara

    Caro Gianluca

    avendoti conosciuto e avendo testato personalmente la tua professionalità e l’efficacia delle tue sessioni di allenamento commento con piacere questa tua testimonianza.
    Ritengo che tu abbia trovato un geniale business per te per e per chi come noi, quelli che tu definisci PROFESSIONISTI, sono sempre di corsa. In poco tempo ci offri molto e soprattutto ci offri risultati.

    La considerazione che ho fatto leggendo la tua storia però è un’altra ed esula da te, me e dai “professionisti”…è semplicemente una sensazione di tristezza e di sconfitta, di sconfitta in un mondo frenetico che ci chiede di correre sempre di più per ogni cosa, e a volte non ci lascia nemmeno il tempo di assaporare i miracoli della vita.

    Quanto vale fermarsi qualche minuto ad ammirare in silenzio il mare di Amalfi o il sorriso ingenuo di un figlio?

    Spero che questo modo che non ci permette più di allenarci per un’ora ci permetta di fermarci 5 minuti a contemplare il miracolo della VITA.

    A domani per il nostro allenamento fast.
    Chiara

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